Dalle sfide dell’intelligenza artificiale alla tutela del bene comune
La cerimonia a Masi Monteleone21 in Valpolicella
Dopo la tradizionale firma della storica botte di Amarone nelle cantine Masi, si è tenuta a Monteleone21 nel cuore della Valpolicella, la cerimonia di premiazione della 45ª edizione del Premio Masi. Un appuntamento che rinnova di anno in anno un percorso di valorizzazione di personalità nazionali e internazionali distintesi nei campi della cultura, dell’imprenditoria e dell’impegno civile.
Sandro Boscaini, Vicepresidente della Fondazione Masi e Presidente Masi ha salutato i premiati, i membri della Fondazione, le autorità, la stampa e un qualificato parterre internazionale con un benvenuto al nuovo centro polifunzionale Monteleone21, che interpreta la visione futura dell’azienda: «Un progetto in continua evoluzione, che esprime la volontà di Masi di creare un luogo di incontro, convivialità e condivisione culturale, valorizzando il territorio».
Il giornalista Alessandro Milan ha moderato il talk con i premiati: per il Masi Civiltà Veneta, Luigi Carlon, imprenditore e collezionista veronese e fondatore del Museo di Palazzo Maffei, Nello Cristianini, scienziato goriziano e docente di Intelligenza Artificiale all’Università di Bath, in Inghilterra, e Adele Re Rebaudengo, in rappresentanza della Venice Gardens Foundation, Fondazione impegnata nella tutela dei giardini storici e nella promozione della cultura del verde a Venezia; per il Masi Civiltà del Vino, l’oncologo e divulgatore francese David Khayat, che nel suo ultimo libro, Arrêtez de vous priver, affronta anche il tema del consumo moderato di cibo e vino; per il Grosso d’Oro Veneziano, Thibaut Bruttin, in rappresentanza di Reporters Sans Frontières, organizzazione no-profit impegnata nella difesa della libertà di stampa.
Sul palco, Isabella Bossi Fedrigotti, Presidente della Fondazione Masi, ha così sintetizzato il tema scelto quest’anno, “Il coraggio della responsabilità”: «Sappiamo bene che il coraggio è un sentimento nobile. La responsabilità è più difficile da spiegare: significa sentirsi parte di una rete, è un accumulo di capitale sociale. Mai come ora, nel disastro mondiale che ci circonda, è forte il bisogno di responsabilità come anche di coraggio per affrontare la realtà».
Il talk ha declinato il tema del Premio attraverso le diverse esperienze, accomunate dalla volontà di generare valore per la collettività. Re Rebaudengo ha richiamato la necessità «di ritrovare un rapporto più consapevole con l’ambiente naturale, sempre più distante dalla nostra quotidianità», sottolineando il valore dei giardini storici come patrimonio da preservare e condividere. Bruttin ha ribadito che la libertà di stampa «non è un privilegio dei giornalisti, ma un diritto fondamentale di tutti i cittadini», mentre Cristianini ha evidenziato «la necessità di investire nella cultura scientifica e nella formazione per consentire all’Italia di affrontare con consapevolezza le trasformazioni in corso». Carlon ha raccontato la scelta di aprire al pubblico la propria collezione attraverso il Museo di Palazzo Maffei a Verona, trasformando il proprio patrimonio personale in occasione di partecipazione culturale, nonostante il legame affettivo con le opere. Khayat ha infine affrontato dalla sua prospettiva di oncologo il rapporto tra alimentazione e prevenzione, richiamando l’importanza di «coniugare rigore scientifico, benessere personale e qualità della vita, senza trascurare il valore della felicità e della convivialità». “C’è una responsabilità nella divulgazione spesso eccessivamente allarmistica” ha affermato e ha chiarito come sia necessario distinguere tra pericolo e rischio e come le scelte dell’alimento e in particolare il vino, se moderate e consapevoli, incidano in modo poco significativo sul rischio del tumore.
Il confronto è poi proseguito sul tema delle opportunità e sfide dell’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica, nella medicina, nell’arte e nel giornalismo e nella vita di tutti noi. Cristianini, pur evidenziando i pericoli di una ricerca oggi priva di regole e controllo, ha invitato a guardare ai cambiamenti dell’IA con una prospettiva di lungo periodo, ricordando che anche “il vino buono richiede tempo”. Khayat ha evidenziato il potenziale della tecnologia nella diagnosi e nella ricerca oncologica, sottolineando però la necessità di “preservare la dimensione umana della cura”. Per Carlon, infine, l’intelligenza artificiale può favorire la sperimentazione artistica e l’interazione, “senza sostituire il ruolo centrale della creatività umana”. Bruttin ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra intelligenza artificiale e giornalismo, constatando che la tecnologia rappresenta effettivamente un supporto prezioso per l’informazione, “purché utilizzata in modo consapevole ed etico, senza oscurare il valore del lavoro giornalistico e il suo ruolo fondamentale per la società”. Infine, Re Rebaudengo con un passaggio tra “intelligenza artificiale” e “intelligenza naturale” ha ricordato che spesso abbiamo un rapporto puramente funzionale con la pianta, quando invece dovremmo considerarla per la sua “intelligenza naturale” e sensibilità e per tanto ancor più degna di tutela.
Pensando al patrimonio che rappresenta il vino in terra veneta e l’Amarone per la Valpolicella la famiglia Boscaini ha consegnato all’importatore austriaco Morandell International la tradizionale Targa Giorgio Boscaini, in considerazione di un rapporto pluridecennale di collaborazione, mirato alla diffusione dei valori veneti e del marchio Masi in Austria.
Ai premiati sono state infine consegnate le bottiglie di Amarone serigrafate in oro dai Maestri Veneziani, come simbolo della botte del pregiato rosso di Valpolicella, oggetto del Premio.
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Fondazione Masi: La Fondazione Masi è impegnata a promuovere e valorizzare il territorio, la popolazione, il patrimonio culturale, le grandi capacità dell’ingegno e produttive della Civiltà Veneta. Particolare attenzione è riservata alla cultura e alla produzione vitivinicola, che rappresentano caratteri peculiari del territorio veneto. Le finalità sono perseguite operando a livello nazionale e internazionale anche in collaborazione con Amministrazioni, Enti pubblici e privati, Fondazioni e altri organismi italiani e stranieri. La Fondazione Masi nasce nel 2001 dall’esperienza ventennale del Premio Masi, del quale intende assicurare la continuità e l’indirizzo, affiancandolo con una serie di iniziative in ambito culturale e ampliando così la propria attenzione a tutto quel mondo che ha fatto dei valori della civiltà veneta motivo ispiratore e stimolo per un progresso produttivo, culturale e civile su scala internazionale. Il 16 aprile 2007 la Regione Veneto ha conferito alla Fondazione Masi personalità giuridica, riconoscendone i valori e le finalità statutarie. www.fondazionemasi.com
Consiglio della Fondazione Masi – Presidente: Isabella Bossi Fedrigotti Vicepresidente: Sandro Boscaini Segretario: Marco Vigevani Revisore: Giovanni Aspes Consiglieri: Michele Bauli, Francesco Benedetti, Bruno Boscaini, Marzio Breda, Massimilla di Serego Alighieri, Federico Girotto, Paola Marini, Maurizio Marino.
Commissione per la Civiltà Veneta: Sandro Boscaini, Isabella Bossi Fedrigotti, Marzio Breda, Franca Coin, Gabriele Colleoni, Ilvo Diamanti, Massimilla di Serego Alighieri, Massimo Ferro, Andrea Kerbaker, Stefano Lorenzetto, Massimo Mamoli, Paola Marini, Paolo Possamai, Pilade Riello, Giovanni Maria Vian, Marco Vigevani, Stefano Zecchi, Filiberto Zovico.
Commissione per la Civiltà del Vino: Piero Antinori, Sandro Boscaini, Donatella Cinelli Colombini, Luciano Ferraro, Angelo Gaja, Luigi Moio, Jens Priewe, Attilio Scienza, Alessandro Torcoli. Relatore: Federico Castellucci.