Un press tour di due giorni ha accompagnato i giornalisti alla scoperta del dualismo geologico di una vallata selvaggia e autentica a est di Verona. Al centro del progetto, la nuova ricerca sul Valpolicella Superiore commissionata all’Università di Verona.
I Vignaioli Valle di Mezzane (VVM) continuano a tracciare con determinazione il proprio percorso di valorizzazione territoriale mettendolo, ancora una volta, “Nero su Bianco”. La compagine di produttori ha infatti annunciato l’avvio di una nuova e cruciale ricerca scientifica affidata al gruppo di lavoro del professor Maurizio Ugliano del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università degli Studi di Verona.
L’indagine si concentrerà specificamente sul Valpolicella Superiore ottenuto da uve fresche, considerato il miglior interprete del terroir per la sua capacità di riflettere in modo diretto e senza mediazioni l’influenza dei suoli. I campioni, prelevati a inizio aprile direttamente dalla vasca prima dei successivi affinamenti in legno o acciaio, permetteranno di analizzare l’impatto della composizione chimico-fisica della vallata sui profili dei vini. Questo studio rappresenta il naturale proseguimento di un percorso iniziato tre anni fa con la mappatura dei suoli aziendali e la successiva creazione di una innovativa Mappa pedologica tridimensionale dell’intera Valle, curata dal pedologo Giuseppe Benciolini per leggere con immediatezza altitudini ed esposizioni dei vigneti.

Due giorni “camminando le vigne”: un’esperienza sensoriale completa
Per presentare questa nuova tappa scientifica, i Vignaioli Valle di Mezzane hanno scelto la via dell’autenticità, invitando la stampa specializzata a “camminare le vigne” in un intenso press tour di due giorni. I partecipanti hanno potuto toccare con mano il profondo dualismo geologico che caratterizza questa vallata della Valpolicella Orientale: da un lato i suoli vulcanici neri, dall’altro i calcari eocenici bianchi. Una contrapposizione cromatica e pedologica che si traduce nel calice in vini di straordinaria freschezza, verticalità e longevità.

Il viaggio non è stato solo un approfondimento tecnico, ma una vera e propria immersione nei paesaggi, nei saperi e nei sapori di una delle aree più incontaminate della denominazione. Accanto agli ottimi vini identitari, i giornalisti hanno potuto apprezzare l’ospitalità locale attraverso cibi di straordinaria qualità, espressione della tradizione gastronomica della vallata. Un connubio perfetto che ha permesso di valorizzare il concetto di terroir nella sua accezione più ampia: terra, microclima, ma anche cultura e sapienza umana.
Il claim “Nero su Bianco” Scelto dai Vignaioli, non evoca solo il contrasto visivo tra i terreni vulcanici e quelli calcarei, ma rappresenta la ferma volontà del gruppo di rendere finalmente leggibili, chiari e codificati i tratti distintivi della Valle di Mezzane.
Un’identità collettiva per arricchire la denominazione
La compagine dei Vignaioli Valle di Mezzane unisce oggi dodici aziende (Benini Alessandro, Carlo Alberto Negri, Falezze, Grotta del Ninfeo, I Tamasotti, Il Monte Caro, Ilatium Morini, Le Guaite di Noemi, Massimago, Roccolo Grassi, Talestri, Le Cesete) accomunate da una filosofia rigorosa: essere aziende agricole radicate nella Valle che vinificano esclusivamente le uve coltivate nei propri vigneti.
L’obiettivo del gruppo – che sostiene economicamente le proprie attività in totale autonomia – non è la competizione con le altre vallate della denominazione, bensì lo stimolo a una stimolante caratterizzazione. L’identificazione delle peculiarità di Mezzane punta ad arricchire e sfaccettare l’intero mosaico dei grandi vini della Valpolicella (dall’Amarone al Recioto, passando per Ripasso e Valpolicella Superiore) , offrendo un contributo fondamentale alla definizione di Sottozone che rispecchino la reale e affascinante morfologia del territorio.
I risultati della ricerca universitaria verranno resi noti entro la fine dell’anno, ma la due giorni tra le vigne ha già messo “nero su bianco” una certezza: la Valle di Mezzane è l’anima selvaggia, colta e autentica che non si può più fare a meno di conoscere.